Come tutti sappiamo tra pochi giorni, il Papa si porterà ad Assisi con gli altri capi della Chiesa, con alcuni esponenti delle principali religioni mondiali e anche, questa volta con alcuni atei ed agnostici. Occasione, il 25° anniversario della prima preghiera mondiale per la pace, svoltasi in quel luogo santificato dalla vita dei Santi Francesco e Chiara.
Discussioni a non finire, il Papa deve andare, no non deve andare, alla fine Benedetto XVI ha deciso, e ci va. Subito i tradizionalisti si sono strappate le vesti, commistione, indifferentismo religioso e così via. Ma quando tutti la capiremo che al Papa si deve obbedienza, rispetto e silenzio? Credo mai, gli stessi che non vogliamo il Vaticano II, perchè così secondo loro, i lefebvriani, il Papa avrebbe ceduto parti della sua primazialità, ebbene proprio loro parlano, obbedire bisogna e non parlare.
Certo i progressisti ci vanno a nozze, ecco finalmente anche Lui, quel Cardinal Ratzinger, che nel 2002 non voleva andare e dovette intervenire direttamente il Papa Giovanni Paolo II, per deciderlo ad andare, ebbene questa volta ci va e per sua decisione.
Io sono cristiano, cattolico, prete, e voglio solo obbedire, senza dire al Papa cosa fare; ma semmai pregare per Lui in primis et in secundis affinchè questa riunione interreligiosa sia ascoltata da Dio nell'alto dei cieli e doni alla terra la pace desiderata, tutti attendiamo la pace, ma la attendono soprattutto quelle nazioni dove ancora non si è spengo il fragore delle armi. Da pacem Domine in diebus nostris.
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martedì 25 ottobre 2011
domenica 16 ottobre 2011
GLI INDIGNATI E LA DEGNISSIMA
COME TUTTI SAPPIAMO IERI A ROMA ERA IN PROGRAMMA UNA MANIFESTAZIONE DEGLI INDIGNATI, BENE. E' ANDATA A FINIRE MALE. E NON HO ALTRO DA DIRE MA PRENDERSELA ANCHE CON UNA STATUA DELLA MADONNA E' UN GESTO INQUALIFICABILE E VILE. CHI LO HA FATTO SAPPIA CHE HA TUTTO IL MIO RINCRESCIMENTO NON SI FA E NON SOLO NON LO SI PENSA NEANCHE DI FARLO VERGOGNA OVVERO MERITA UNA VERA GOGNA.
sabato 8 ottobre 2011
Marcel Lefebvre
Un Vescovo italiano, Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, ha detto o meglio diciamo, ha osato dire, quello che molti pensano ma hanno timore ha dire: che cioè il passo fatto dal Santo Padre Benedetto XVI Ratzinger, è stato un passo non condiviso da una parte cospicua dell'episcopato cattolico italiano. Fin qui mi direte nulla di nuovo, nil novi sub soli, già ma averlo detto dimostra una franchezza e una capacità critica necessaria alla nostra Chiesa. Come tutti sappiamo il Sommo Pontefice, non solo ha permesso la celebrazione secondo il Rito detto Tridentino, ovvero la Santa Messa in lingua latina, secondo il Missale Romanum edito per ordine del Beato Giovanni XXIII nell'anno 1962, ma ha altresì abolito la scomunica inflitta dal Beato Giovanni Paolo II, agli Arcivescovi Lefebvre e De Castro Mayer, consacranti e ai quattro nuovi Vescovi scismatici da essi consacrati. La scomunica è un atto estremo della Santa Chiesa, con la quale essa si propone di condurre al ravvedimento colui o colei, che hanno errato in materia di fede, costumi e obbedienza. Quindi nulla di male, è logico levare la scomunica quanto tutto ciò si risolve, ma in questo caso come si risolve, colui che ha errato chiede perdono e il papa dopo acuta deliberazione lo concede, qui nessuno ha chiesto perdono! Le sofferenze provocate dall'Arcivescovo francese, non possono essere perdonate, perchè non c'è da parte dei suoi spirituali erede, richiesta di perdono e allora ? La decisione del papa, supera tutto, motu proprio, ma lascia amarezza in molti. Siccome essi non hanno chiesto perdono, abbiamo forse errato noi, e noi sta certo per me, ma anche e soprattutto il Romano Pontefice Paolo VI e i suoi legittimi successori, hanno errato i Vescovi in comunione con Roma? Ovvero la Chiesa Cattolica ha errato? E Monsignor Arcivescovo Marcel Lefebvre no? Domande che a oggi non hanno avuto risposta.
martedì 26 luglio 2011
Buoni e o cattivi esempi.
Viviamo in una società strana, che condanna una famiglia perché ha il quarto figlio e esalta una giovane ventisettene che si è ammazzata con alcool e droga. Quale è il significato di questo modo di agire? I più direbbero, non c'è più religione e con questo stereotipo la partita sarebbe chiusa, secondo me c'è di più, una società che ha perso la bussola e che non solo non capisce più ciò che è buono da quello che non è ma si rifiuta si seguire chi insegna ciò che è buono e ciò che non lo è, questo fenomeno cade sotto il nome di relativismo.
Relativismo ovvero non c'è più niente che è bene o che è male in se stesso, sono io, che con il mio agire, determino cosa è bene e cosa è male. Una ideologia contraria a quella cristiana cattolica, che invece insegna, ciò che è bene da ciò che è male. E allora..... siamo alla civiltà schizofrenica, e allo sbando sociale, una società si struttura su ciò che è condiviso, ma se niente è condiviso, ognuno fa una società a se stesso, ecco corretto il titolo del libro di Thomas Merton, "Nessun uomo è un isola", ogni uomo o gruppo di uomini sono isole. Ma volendo, vedere più in profondo per quel poco che sono capace, da cosa scaturisce questa ideologia, affermo che essa deriva dal liberalismo spinto al libertinismo, libertinismo che dimentica le parole di San Paolo, là dove dice "che non tutto giova".
Arrivando all'esempio doppio, che mi ha portato a scrivere queste brevi parole, ci sono due fatti recenti accaduti in Gran Bretagna: la nascita del quarto figlio di David e Victoria Beckhan e la morte di Ami Winehouse. I Beckham sono stati segnati a dito dagli ecologisti britannici poiché danno un cattivo esempio, poiché secondo loro, la popolazione mondiale cresce troppo e troppo in fretta; mentre la povera Amy Winehouse, da alcuni viene definita eroina e non in rapporto a quella sostanza che la ha portata alla morte ma per il suo essere sregolato e strano. Che dire, io ho detto, ditemi voi......
Che la Vergine vegli sempre sul vostro cammino.
lunedì 25 luglio 2011
I recenti fatti d'Irlanda
I recenti fatti d'Irlanda, mi hanno molto rattristato e come cristiano e come prete. Partiamo come sempre dai fatti, si è scoperto che nella Diocesi irlandese di Cloyne, retta per oltre vent'anni da Mons. John Megee, già secondo segretario dei Servi di Dio Paolo VI e Giovanni Paolo I e del Beato Giovanni Paolo II, non si è osservato puntualmente quanto la Santa Sede ha in questi ultimi dieci anni deciso per prevenire, curare e debellare la peste della pedofilia clericale. In ciò il Vescovo ha sbagliato, e forse ha sbagliato più nel fidarsi del suo Vicario Generale che non nel non vigilare che la legge canonica, venisse adempiuta perfettamente.
Da qui nasce lo sconcerto di tanti, da questa situazione imbarazzante e tristissima nasce una battuta, e tale spero che rimanga, del premier irlandese, la quale desidera una legge che imponga al sacerdote confessore di denunciare, chi nel santo segreto del confessionale, confessasse questo peccato aberrante.
No cara Signora, il primo ministro irlandese è una donna, così non va. Sono pienamente d'accordo con lei, che il reato deve essere punito senza fare alcuna differenza se chi commette il delitto di pedofilia sia prete o laico, ma le mani sui Santi Sacramenti nessuno può metterle e neppure lo Stato Irlandese. Ricordi che neanche Martin Lutero, fondatore delle Comunità Evangeliche, si permise mai di ricordare ciò che aveva ascoltato nel segreto della Confessione, anzi quando qualcuno a tavola faceva questa battuta lo invitava ad alzarsi e andarsene. Pertanto sentire dire questo, da un primo ministro irlandese, patria dei grandi evangelizzatori dell'Europa medioevale fa tremare i polsi. Lo sa lei, che un prete che rivelasse quanto saputo in confessionale, incorerebbe nella scomunica late sententiae? Mi auguro, che quanto detto sia dovuto al momento di clamore, di scoramento susseguente al rapporto Cloyne, altrimenti le prigioni irlandesi si riempirebbero di preti, non preti pedofili ma preti che obbediscono a Dio e non agli uomini.
Che la Vergine Santissima, vegli sul vostro cammini e vi porti a più miti e saggi consigli; che i grandi santi irlandesi, San Patrizio e San Colombano in primis, preghino per voi e per la dolce terra d'Irlanda.
giovedì 21 luglio 2011
La Famiglia
La Famiglia è in crisi, tutti lo dicono ma pochi osano dire il perché, la famiglia è in crisi, perché il dirlo è politicamente scorretto, come dicono gli inglesi, ma io con tutto il rispetto sono scorretto, perché la verità va sempre annunciata, ricordate San Paolo annuncia la Parola, opportunamente e inopportunamente. Ecco io dirò cose inopportune ma vere, oltre che scomode. Quello che mi ha deciso a questo passo rischioso, è quando ho avuto occasione di leggere stamattina su un quotidiano, che nel Regno Unito, le organizzazioni ecologiste e liberal hanno attaccato David Beckham e la sua consorte poiché nei giorni scorsi hanno avuto il quarto figlio, definendo questo atteggiamento, appunto avere figli, anti ecologico, suicida e omicida. BASTA. La famiglia è in crisi, secondo me e anche non solo secondo me per più motivi:
1. Divorzio. Quando un uomo e una donna si sposano lo fanno perché si amano, e se l'amore è vero dura tutta una vita; l'anno scorso nella mia parrocchietta collinare due persone hanno festeggiato il 60° anniversario di matrimonio, forse che in quei sessanta anni tutto è andato bene, non vi sono state crisi, difficoltà, certamente vi sono stati ma l'amore e la fede hanno aiutato per tutto superare. Oggi e dico oggi, ma dovrei dire negli ultimi quarant'anni (parlo dell'Italia), i problemi si risolvono col divorzio davanti al giudice e bene che vada che siano in due, ma quando ci sono i figli allora ecco che cominciano i casini, i figli prima di tutto divenuti adulti serberanno un ricordo del cattivo esempio dei genitori, poi ricorderanno le sofferenze patite a seguito di questo obbrobrio.
2. Fede. A cosa è ridotta la Fede in molte famiglie, andare a Messa la domenica in alcune, nel fare ricevere i sacramenti ai figli in altre, a niente in altre ancora. Oggi non c'è più bisogno di credere c'è la scienza che tutto spiega e tutto, perdonate, rovina.
3. Lavoro. Le donne oggi, hanno giustamente anche loro un lavoro e pertanto sono indipendenti economicamente, bene, ma spesso i figli sono lasciati in balia di se stessi o nel migliore dei casi dei nonni. Ma i figli devono stare con i genitori, con il padre e con la madre. Le donne poi, con il femminismo vera eresia sociale del XX secolo, hanno assunta una rilevanza sociale che prima non avevano bene! e male!. Non c'è più nella donna, quella pazienza che la portava a soffrire in silenzio per la sua famiglia, sopportando un marito borioso e figli pazzerelli.
4. Soldi. Troppi, mi direte ma che dici in tempo di crisi, sì troppi soldi, per andare in vacanza, per fare quello che voglio.
5. Libertà sessuale. La maggior parte dei giovani over 18, giungono al matrimonio conoscendo tutto del sesso e non in maniera empirica.
6. Governi che nulla o poco fanno per la famiglia, se il salario del padre fosse confacente alla situazione familiare la madre potrebbe stare a casa o lavorare part-time.
Ecco che da tutto questo deriva il sanzionare chi ha più figli fosse pure il divo Beckham, roba da pazzi.
Certo molto di più ci sarebbe da dire, ma questa mia riflessione, provoca le vostre reazioni positive e negative, le attendo. Che Maria Santissima, recentemente proclamata Regina della Famiglia, vegli sempre sulle nostre famiglie.
venerdì 8 luglio 2011
Dare ragione della propria fede
Non è un mistero per nessuno, che la Fede Cattolica e quella Cristiana in generale sia in Europa, una Fede ormai minoritaria. Pensiamo solo, a quanto si spese il Beato Giovanni Paolo II, affinché nella Costituzione Europea si facesse un cenno a Dio e non vi riuscì nonostante la sua popolarità e l'aiuto di alcuni leader europei. Siamo in una situazione di minoranza, che si combina con il nostro essere poco fedeli alla vita comunitaria, vita comunitaria di cui la Santa Messa Domenicale è come una cartina di tornasole. San Paolo, ci ricorda che dobbiamo sempre essere pronti a rispondere, a chi ci domanda ragione della nostra fede, ma la nostra è una Fede povera. Al di là della predica domenicale, molti non vanno; la partecipazione alla Catechesi degli Adulti è minima, 20 persone presenti su 9.000 abitanti, non è una realtà incoraggiante. E allora?! Allora l'estate che per tutti è tempo di vacanza, riposo, relax deve diventare anche un tempo di conoscenza della nostra Fede. In che modo? Leggendo il Catechismo degli Adulti della Chiesa Italiana, o per i più valorosi prendere in mano il Catechismo della Chiesa Cattolica, senza lasciarsi mancare un buon libro agiografico, sappiamo che la vita dei Santi, fa più bene che un sermone del nostro parroco. Usiamo bene questo tempo estivo, questo è l'augurio e l'invito, che voglio farvi affinché nessuno sia ignorante della propria Fede. Ne avrebbero bisogno in tanti anche chi professa altra Fede, pensiamo ai Musulmani che vengono in Europa senza sapere cosa è il Cristianesimo, al di là di qualche nozione maligna datagli dai loro capi, o perché esercita la nobile professione del giornalista. I quali giornalisti, quando sui nostri giornali, parlano di Chiesa, esclusi i vaticanisti, oltre che parlarne il più malignamente male, spesso non sanno neanche quello che dicono. Sant'Agostino scrisse un libro, fra i molti che scrisse, il cui titolo era "De catechizandibus rudibus", ecco noi, siamo oggi, come sedici secoli fa, quei rudi, da catechizzare ed evangelizzare. Amen. Alleluja.
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