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sabato 8 ottobre 2011

Marcel Lefebvre

Un Vescovo italiano, Monsignor Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo, ha detto o meglio diciamo, ha osato dire, quello che molti pensano ma hanno timore ha dire: che cioè il passo fatto dal Santo Padre Benedetto XVI Ratzinger, è stato un passo non condiviso da una parte cospicua dell'episcopato cattolico italiano. Fin qui mi direte nulla di nuovo, nil novi sub soli, già ma averlo detto dimostra una franchezza e una capacità critica necessaria alla nostra Chiesa. Come tutti sappiamo il Sommo Pontefice, non solo ha permesso la celebrazione secondo il Rito detto Tridentino, ovvero la Santa Messa in lingua latina, secondo il Missale Romanum edito per ordine del Beato Giovanni XXIII nell'anno 1962, ma ha altresì abolito la scomunica inflitta dal Beato Giovanni Paolo II, agli Arcivescovi Lefebvre e De Castro Mayer, consacranti e ai quattro nuovi Vescovi scismatici da essi consacrati. La scomunica è un atto estremo della Santa Chiesa, con la quale essa si propone di condurre al ravvedimento colui o colei, che hanno errato in materia di fede, costumi e obbedienza. Quindi nulla di male, è logico levare la scomunica quanto tutto ciò si risolve, ma in questo caso come si risolve, colui che ha errato chiede perdono e il papa dopo acuta deliberazione lo concede, qui nessuno ha chiesto perdono! Le sofferenze provocate dall'Arcivescovo francese, non possono essere perdonate, perchè non c'è da parte dei suoi spirituali erede, richiesta di perdono e allora ? La decisione del papa, supera tutto, motu proprio, ma lascia amarezza in molti. Siccome essi non hanno chiesto perdono, abbiamo forse errato noi, e noi sta certo per me, ma anche e soprattutto il Romano Pontefice Paolo VI e i suoi legittimi successori, hanno errato i Vescovi in comunione con Roma? Ovvero la Chiesa Cattolica ha errato? E Monsignor Arcivescovo Marcel Lefebvre no? Domande che a oggi non hanno avuto risposta.

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